{"product_id":"cino-del-duca-una-passione-due-nazioni","title":"Cino Del Duca. Una passione, due nazioni","description":"\u003cp\u003ePacifico, il maggiore e il più intelligente dei quattro figli di Giosuè – piccolo commerciante di provincia, nato a Montedinove, in provincia di Ascoli Piceno, che pagherà amaramente le sue convinzioni garibaldine con continui rovesci finanziari – dovrà lasciare gli studi, per cominciare a lavorare a soli tredici anni.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCino però, nato nel 1899, è già uno straordinario imprenditore di sé stesso: farà di tutto per mantenersi e aiutare la famiglia, girando le Marche come fattorino, piazzista di libri e soprattutto di romanzi popolari a dispense, fino a quando, compiuti i diciotto anni, non sarà costretto a partire per la Grande Guerra.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eTornato decorato e assunto dalle Ferrovie, a causa della sua militanza socialista si guadagnerà un confino ad Agropoli (nel 1921) e un licenziamento – perché sovversivo – nel 1923.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eSi trasferirà quindi prima a Pavia e poi a Milano, dove dal ’24 al ’29 lavorerà per un altro editore, Lotario Vecchi, sempre vendendo dispense porta a porta, fino a quando nel 1929, coinvolgendo tutta la sua famiglia, creerà La Moderna – poi Casa Editrice Universo – con una tipografia di proprietà.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl rivoluzionario Cino, divenuto imprenditore e padroncino (ben quaranta operai), resterà comunque antifascista.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eRiesce a sfruttare due settori – l’editoria rosa e quella per ragazzi – anzi, addirittura a stravolgerli.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIn questi ambiti, infatti, riesce a ottenere profitti senza chinarsi platealmente a Mussolini.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eDel Duca non ha i soldi per pagare giornalisti e scrittori famosi e quindi se li inventa: «Si offre la pubblicazione a Giovani Abilissimi Scrittori».\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eGrazie a questo annuncio, ne scoprirà moltissimi: giovani, e non solo, scrittori, ma anche disegnatori e dirigenti.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa prima a rispondere all’appello è una donna, Luciana Peverelli, che lo accompagnerà per mezzo secolo in questa avventura, lavorando alle sue creature più importanti.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003ePeverelli esordisce con un libro a dispense, «Cuore Garibaldino», un romanzone chiaramente ispirato all’epopea di Giosuè Del Duca.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eMa è attraverso l’intuizione di Cino Del Duca che prendono vita alcuni dei suoi progetti più innovativi, i veri colpi di genio: i primi giornali per ragazzi non “confessionali”.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e«Il Monello» nasce nel ’33, «Intrepido» nel ’35, e vivranno fino agli anni Novanta, formando generazioni di ragazzi, mentre la \u003ci\u003epresse du coeur\u003c\/i\u003e, attraverso il fotoromanzo, assolverà un compito educativo importantissimo: non solo divertire, ma insegnare addirittura a “vivere la modernità” a milioni di donne, dall’educazione sentimentale all’igiene personale.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNel ’38, dopo il fallimento (forse fittizio per sfuggire al regime) della sua casa editrice italiana, Cino Del Duca si trasferisce in Francia, dove riesce a stampare e a diffondere i suoi giornali anche sotto il regime di Vichy, conducendo un doppio gioco pericolosissimo che gli varrà, a guerra finita, la Legion d’Onore, la Croce di Guerra e la Médaille de la Reconnaissance Française.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa sua nuova impresa era stata battezzata \u003cem\u003eLes Editions Mondiales\u003c\/em\u003e, e mondiale lo sarebbe diventata davvero: nel Dopoguerra, «Nous Deux» in Francia, come «Grand Hotel» in Italia, tireranno un milione e duecentomila copie ciascuna.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNel 1956 il cuore socialista di Del Duca si getta in una nuova avventura, stavolta italiana: la creazione di un quotidiano inedito: nasce «Il Giorno», diretto da Gaetano Baldacci, promosso insieme con un altro marchigiano, Enrico Mattei.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl 19 settembre 1957, Del Duca – dopo essersi sganciato da «Il Giorno» – acquista «Franc-Tireur», ex giornale clandestino nato nel ’41, e lo trasforma in «Paris-Journal», con un lancio in grande stile.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eUn “rital”, come vengono chiamati con disprezzo gli italiani in Francia, che penetra e sconvolge il mondo dell’informazione quotidiana.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e«Il miliardario con il cuore a sinistra, il Re della stampa rosa» s’impadronisce di una grande fetta della stampa quotidiana.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eÈ il salto di qualità mai riuscito in Italia.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eSubito dopo, Del Duca diviene produttore cinematografico, lasciandoci alcuni tra i film più significativi della storia del cinema: \u003cem\u003eL’Avventura\u003c\/em\u003e di Antonioni, \u003cem\u003eIl bell’Antonio\u003c\/em\u003e di Bolognini e \u003cem\u003eAccattone\u003c\/em\u003e di Pasolini.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCino del Duca muore alla vigilia del ’68.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eForse sorriderebbe – come riportava la sua scheda segnaletica della polizia fascista: «espressione sorridente, segno della sua sicurezza» – osservando l’Italia di oggi, o meglio l’Europa, tanto smarrita e ormai priva di veri media cartacei.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCi piace immaginare che avrebbe saputo muoversi con abilità anche nel mondo dei social.\u003c\/p\u003e","brand":"capponieditore","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":57910715744630,"sku":"9791256380794","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0991\/7317\/1574\/files\/capponi_editore_cino_del_duca_una_passione_due_nazioni.jpg?v=1779299944","url":"https:\/\/capponieditore.it\/products\/cino-del-duca-una-passione-due-nazioni","provider":"Capponi Editore","version":"1.0","type":"link"}