Cinque errori che fanno cestinare la tua mail quando proponi un manoscritto

Cinque errori che fanno cestinare la tua mail quando proponi un manoscritto

C'è una cosa che gli autori tendono a non sapere: la maggior parte delle proposte editoriali non viene scartata dopo la lettura del manoscritto. Viene scartata dopo la lettura della mail. Non perché in redazione si sia frettolosi o cinici. Perché una mail scritta male è, quasi sempre, un indicatore affidabile di come sarà tutto il resto, il file, la sinossi, il testo, la collaborazione. Chi legge lo sa e usa quel segnale per stabilire un ordine di priorità su una casella che riceve centinaia di proposte l'anno.

La buona notizia: sono errori di procedura, non di talento. Si correggono tutti in un pomeriggio.

1. L'invio massivo

L'errore: una sola mail con venti case editrici in copia. Oppure, versione appena più accorta, venti mail identiche inviate una per una, senza una parola che cambi.

Perché fa danno: i destinatari in chiaro sono la forma più diretta di dire "non ho scelto voi, ho scelto una lista". Ma anche con i destinatari nascosti, una mail senza alcun riferimento a quello specifico editore si riconosce al primo sguardo. E se l'autore non ha scelto l'editore, non c'è ragione perché l'editore scelga l'autore.

C'è anche un aspetto pratico: la mail circolare suggerisce che non sia stata fatta alcuna verifica sul catalogo. Il che, nove volte su dieci, è vero e significa che il libro potrebbe essere del tutto fuori linea.

Come si corregge: un invio, un destinatario. E almeno due righe che potreste scrivere solo a quell'editore.

2. L'oggetto vuoto o criptico

L'errore: oggetto "Il mio romanzo". Oppure "Proposta". Oppure "Buongiorno". Oppure niente.

Perché fa danno: una redazione archivia, cerca e recupera le proposte per oggetto. Una mail che non dice cosa contiene finisce in fondo, e quando la si cerca tre mesi dopo non si trova.

Come si corregge: Proposta editoriale – [Titolo], romanzo, 320.000 battute

Titolo, genere e dimensione sono tre informazioni che permettono di decidere se aprire la mail subito o dopo.

3. L'autoelogio

L'errore: "un romanzo che vi terrà incollati fino all'ultima pagina", "un'opera originale come non se ne leggono", "tutti quelli che l'hanno letto dicono che è bellissimo".

Perché fa danno: il giudizio di valore è esattamente la funzione professionale della persona che sta leggendo. Anticiparlo non è entusiasmo: è un'invasione di campo, e viene percepita come tale. Peggio ancora quando il giudizio viene attribuito a lettori non identificati – amici, parenti, gruppi di lettura – che nessuno può valutare.

C'è anche un motivo statistico: le mail che contengono superlativi sono, nell'esperienza di chiunque lavori in redazione, correlate con testi deboli. Chi ha un buon libro tende a descriverlo.

Come si corregge: descrivete, non valutate. "Un romanzo ambientato in una fabbrica dismessa nel 1993, costruito su tre voci narranti" dice molto più di "un romanzo potente e coinvolgente".

4. La critica al mondo editoriale

L'errore: lamentarsi, dentro la proposta, degli editori che non leggono gli esordienti, delle raccomandazioni, del mercato che pubblica solo influencer, del sistema chiuso.

Perché fa danno: state scrivendo a un editore per chiedergli di lavorare con voi, e la prima cosa che gli dite è che la sua categoria è inaffidabile. Anche quando le critiche sono fondate – e in parte lo sono – il posto per farle non è la mail di proposta.

Chi legge, inoltre, ricava un'informazione precisa sulla collaborazione futura: questa persona reagirà male all'editing, ai tempi, alla promozione, alle vendite.

Come si corregge: togliete l'intera sezione. Non serve sostituirla con nulla.

5. La storia personale al posto della proposta

L'errore: "scrivo da quando avevo otto anni", "questo libro è il sogno di una vita", "ho attraversato un periodo molto difficile e la scrittura mi ha salvato", "mio padre mi diceva sempre che dovevo scrivere".

Perché fa danno: sono cose vere, spesso importanti, e non c'è nulla di ridicolo in esse. Semplicemente non riguardano la decisione che l'editore deve prendere, che è: questo libro sta nel mio catalogo e posso venderlo?

Il problema pratico è che occupano lo spazio delle informazioni che servono. Una mail di venti righe che ne dedica dieci alla biografia sentimentale ne lascia dieci per il libro.

C'è poi un effetto collaterale sgradevole: caricare la proposta di significato emotivo mette pressione a chi deve rispondere di no. 

Come si corregge: biografia in cinque righe, in terza persona, nell'allegato. Nella mail solo ciò che attiene al libro. Se avete lavorato dieci anni in una fabbrica e il romanzo è ambientato in una fabbrica, quello sì che va detto.

Quello che resta

Nessuno di questi errori riguarda la qualità della scrittura. Riguardano piuttosto un aspetto diverso: la capacità dell’autore di comprendere che, dall’altra parte, c’è una redazione con tempi, criteri di valutazione e un lavoro quotidiano da gestire.

Anche questo, indirettamente, può diventare un primo indicatore di come potrebbe svilupparsi una collaborazione. Un libro nasce infatti da un percorso condiviso tra autore e redazione, fatto di confronto e attenzione a ogni fase: editing, bozze, copertina, pubblicazione e promozione. La prima mail è il primo elemento concreto di questo rapporto ed è naturale che venga letta anche in questa prospettiva.

Correggere questi aspetti non trasformerà un testo non pronto in un libro pubblicabile. Ma può evitare che un progetto valido venga scartato per una disattenzione formale, come un nome di file poco curato o un invio non adeguato.

In pratica

Prima di ogni invio, fatevi queste tre domande:

  1. Ho aperto il sito di questo editore e dato un’occhiata al suo catalogo?

  2. La mia mail contiene almeno una frase che non potrei mandare a nessun altro editore?

  3. La sinossi dice come finisce il libro?

Se le risposte sono sì, sì, sì, potete inviare.

 

I materiali richiesti e i tempi di risposta sono pubblicati nella pagina dedicata. Leggiamo tutte le proposte che rispettano le indicazioni. Nessun contributo è richiesto all'autore, in nessuna forma. Se vuoi proporci il tuo manoscritto visita la nostra pagina "Candida un manoscritto".