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Roma. Valentina Moncada di Paternò, gallerista e storica dell’arte, durante una delle sue ricerche scopre una maschera in gesso realizzata da Rodin ed esposta in via Margutta nel 1912. Rodin a via Margutta è una novità assoluta.
Giappone, 1901. Quando Hanako s’imbarca su una nave verso l’Europa ha trentatré anni, è alta 124 centimetri e conosce solo la cultura e la lingua giapponese. Ignara di ciò che il futuro le riserva, affronta con coraggio il suo destino affermandosi come la più piccola attrice d’Europa.
Parigi, 1906. Auguste Rodin, il grande scultore della modernità, sale su un treno per Marsiglia dove, sullo sfondo dell’Esposizione Coloniale, rimane affascinato dalla capacità espressiva di un’attrice di nome Hanako. È lei la donna ritratta nella maschera in gesso.
La ricerca di Moncada prende forma e si scioglie in una polifonia di voci: la sua voce s’interseca e si alterna alle voci di Rodin e di Hanako. Ne risulta un affascinante viaggio nel tempo attraverso l’arte, sullo sfondo di cambiamenti epocali, rivoluzioni e stravolgimenti dati dai due conflitti mondiali.
Grazie a una serie di coincidenze realmente accadute, l’autrice ricostruisce una storia sconosciuta con l’intuito del segugio e il metodo di un investigatore. Ne emerge la figura di una donna forte e coraggiosa, Hanako, che, ormai oltre un secolo fa, in un’epoca in cui la donna fatica ad affermarsi, è protagonista della sua vita, come attrice, modella e infine artista.