Cominciamo dal punto che interessa a tutti, senza girarci intorno.
Un autore esordiente che pubblica con una casa editrice italiana percepisce, di norma, una percentuale tra il 4% e l’8% sul prezzo di copertina di ogni copia venduta, calcolata al netto dell'IVA. Le percentuali salgono per autori con un catalogo alle spalle o con potere contrattuale; scendono raramente sotto quella soglia, e quando succede è un segnale da guardare con attenzione.
Tradotto in euro: su un romanzo da 16 euro, l'autore incassa tra 0,64 e 1,28 euro a copia. Su cinquecento copie vendute, che per un esordio italiano non è affatto un risultato modesto, parliamo di una cifra tra i 320 e i 640 euro lordi.
Sappiamo come suona. Vale la pena spiegare perché il numero è questo.
Dove finiscono gli altri quattordici euro
Il prezzo di copertina non è il ricavo dell'editore. È il prezzo finale al pubblico, e prima di arrivare all'editore attraversa una filiera che si prende la sua parte.
Il distributore e il promotore trattengono una quota per portare fisicamente il libro nei punti vendita e presentarlo ai librai: questa quota, che di solito include anche la promozione, è pari al 40%. La libreria, fisica o online, trattiene a sua volta un margine che mediamente si aggira tra il 30% e il 40% del prezzo di copertina. Alla fine, alla casa editrice rientra in cassa una percentuale compresa grosso modo tra il 20% e il 30%.
Con quel 20-30% l'editore deve coprire: la stampa, l'editing, la correzione di bozze, l'impaginazione, la copertina, il magazzino, la spedizione al distributore, l'ufficio stampa, le copie invendute che tornano indietro (le rese, che in Italia pesano parecchio) e le royalties dell'autore.
Questo non rende il 5% una cifra generosa. Rende però comprensibile perché sia quella e non il 15% o il 20% come molti offrono.
Chi vi promette guadagni sostanziosi da un esordio vi sta raccontando qualcosa che i numeri della filiera non consentono. E, molto spesso, sta preparando il terreno per altro.
Perché la percentuale da sola non dice nulla
Qui sta il punto che molti autori scoprono tardi, e che è la ragione principale per cui abbiamo scritto questo articolo. Un contratto al 12% può valere meno di un contratto al 5%. Dipende da tre variabili che stanno scritte accanto alla percentuale, e che quasi nessuno legge con la stessa attenzione.
Da quale copia scattano le royalties. Esistono contratti che prevedono il pagamento a partire dalla cinquantunesima copia venduta. Altri dalla trecentesima. Significa che le prime cinquanta – o trecento – copie sono cedute gratuitamente all'editore. Le royalties dovrebbero maturare dalla prima copia venduta. Quando non è così, quella clausola vale più di qualsiasi punto percentuale.
Su quale base si calcola. "Prezzo di copertina" e "prezzo di copertina defiscalizzato" sono cose diverse. E "ricavo netto editore" è una terza cosa ancora, molto più bassa. Una percentuale alta calcolata sul netto può risultare inferiore a una percentuale bassa calcolata sul lordo. La base di calcolo va sempre esplicitata nel contratto.
Se la percentuale è fissa o a scaglioni. Le royalties a scaglioni crescono con il numero di copie vendute: per esempio 5% fino a mille copie, 8% da mille a cinquemila, 12% oltre. Sulla carta arrivano a numeri notevoli. Nella pratica, siccome la stragrande maggioranza dei titoli non supera il primo scaglione, l'autore resta ancorato alla percentuale più bassa. Vale la pena verificare a quale soglia scatta il secondo scaglione e chiedersi onestamente se è realistico raggiungerla.
Il rendiconto
Un contratto serio prevede che l'editore invii periodicamente all'autore un rendiconto delle vendite: quante copie vendute, a che prezzo, quante rese, quanto maturato. Di norma con cadenza annuale o semestrale, con pagamento entro un termine indicato.
Se un contratto non stabilisce quando e come l'autore viene informato delle vendite, quella è un'omissione da colmare prima della firma, non dopo.
Il valore vero
Posto che tutti noi quando scegliamo un libro facciamo il possibile per far sì che questo venda e lo facciamo insieme alla rete promozionale e distributiva, a nostro avviso il valore vero della prima pubblicazione non è soltanto nelle copie vendute e nel potenziale guadagno ricavato dall’autore ma nella possibilità unica che viene data all’autore di farsi conoscere, di crearsi un pubblico di lettori, di essere presente online, di avere una sua specifica pagina autoriale sul nostro sito; sta nell’essere consapevole che la Casa Editrice gli/le ha dato la possibilità di conoscere un mondo tanto bello quanto complesso e competitivo.