1. Il titolo "Mare dolceamaro" suggerisce una doppia natura delle emozioni: come si riflette questo concetto nella storia?
Il titolo racchiude la doppia natura di un’estate tranquilla e spensierata, ma altrettanto fragile, in cui a poco a poco l’inquietudine si fa spazio. Eleonora crede che trascorrerà l’ennesima estate ad aiutare i genitori nell’attività di famiglia, ma da quando incontra un gruppo di amici in vacanza, le cose iniziano a cambiare. Si lega sempre di più a Ginevra e mentre il loro sentimento cresce, qualcosa di insidioso si insinua nel loro rapporto. Una serie di eventi sempre più decisivi la travolgono ed è costretta a fare delle scelte cruciali, che la portano a dubitare di tutto, anche di sé stessa.
2. Nel romanzo emerge progressivamente un senso di inquietudine e un segreto che influenza la percezione degli eventi: quanto è stato importante per te lavorare sulla tensione psicologica?
Cercare di creare una profonda tensione psicologica per me è stato molto importante, perché non volevo raccontare solo i fatti, ma mostrare come le emozioni possono influenzare il corso degli eventi. Per accentuare questo aspetto mi sono concentrata molto sull’introspezione, decidendo di scrivere la storia da un punto di vista interno, quello di Eleonora, affinché il lettore potesse sentirsi più vicino alla protagonista e alle sue sensazioni, decisive per le sue scelte.
3. Se dovessi presentare il tuo romanzo a un lettore che non lo conosce, quale elemento sceglieresti per catturare subito la sua attenzione?
Sceglierei sicuramente l’atmosfera, perché è l’elemento che di più riassume l’anima della storia. Inizialmente l’atmosfera contribuisce a creare un senso di serenità: il primo incontro con Ginevra, le giornate in spiaggia, gli scherzi con i nuovi amici, il tutto è avvolto dal caldo del sole e dalle lente onde del mare. Tuttavia, procedendo nel racconto e con l’evolversi degli eventi, questa inizia a incupirsi, facendo da preludio a qualcosa che accadrà e trascinando lentamente il lettore nei turbamenti della protagonista.
Quando un evento importante cambia la percezione della realtà, elementi come il caldo torrido o il mare in tempesta non sono più un arricchimento della storia, ma ne sono parte integrante.