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Babel.
Racconti di scuola |Lino Pasquarelli
«Le radio sono tutte accese, ciascuna su una stazione, oppure sul rumore di fondo, centinaia di lucette brillano, i cromatismi riflettono, non ci si capisce niente, però rimani lì, affascinato da quella accozzaglia di suoni, musiche, interferenze, volumi, luci, e dopo ne sei stregato, perché capisci, in qualche fottuto angolo del tuo cervello, nelle fibre del tuo corpo, che dentro quel delirio, dentro quella apparente confusione cosmica c’è la vita, e questo ti commuove, come ti commuove la scuola».