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La giustizia secondo gli angeli | Mattia Campitiello
«Entrò nell’aula una figura completamente vestita di nero, con il volto coperto.
Indossava una vera e propria armatura che lo ricopriva interamente.
Sulle spalle e sulle gambe c’erano leggere finiture in argento, e sull’elmo era disegnato un simbolo che assomigliava a una falce.
Si avvicinò lentamente alla sua postazione, facendo calare un gelo nella sala.
Molti non avevano mai visto quell’essere e non sapevano chi fosse, ma la sua sola presenza incuteva timore anche al più valoroso degli angeli».