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La metamorfosi della perfezione | Cristina Parente
«C’è un silenzio ovattato in casa mia.
Fuori impazza il rumore del vento, dentro impera il ticchettio dell’orologio della cucina.
Il ron ron del mio gatto s’unisce al monocorde sottofondo.
Ecco di nuovo il ritornello nella mia testa esploso in casa di Federica: “Andrea deve sapere”.
Non voglio caricarmi di un peso più grande di me.
Prendo il telefono.
“Andrea, devo parlarti.
È urgente”».