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La voce del sangue | Dario Esposito
Questo romanzo è un labirinto: profondo, intricato e osceno, costruito con rimpianti e tormenti.
Lo attraversano ventitré lettere senza firma dedicate a Viola, linea senza volto.
Sono scritte dal fronte e raccontano di violenze e torture, ma forse non è solo la guerra del corpo che si combatte.
A ritrovarle è Andrea, un ragazzo incastrato nell’assenza di genitori che non ha mai conosciuto, costretto a vivere in un orfanotrofio che nasconde segreti neri e osceni, cancellati dal silenzio.
Sa che le lettere sono sue.
C’è un filo rosso che come una maledizione cuce insieme fra loro anime diverse, lontane nel tempo e tutte in attesa.
Di questo viaggio Silvia è l’anima buona, la sola capace di praticare bellezza.
Lei è la madre di tutti.
Lorenzo invece è perduto sul confine della realtà, mangia orizzonti di grano e malinconia.
Cerca una ragione, non la trova e fa come il mare: dimentica la strada a ogni onda per poter sempre ritornare.
L’orrore, invece, appartiene a Giacomo Sentini, vittima e carnefice dei propri demoni, con gli occhi più soli del mondo.
E poi c’è Viola.