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Lo stalking: cos’è e come difendersi | Andrea Cavalera
Lo stalking (dall’inglese to stalk, che significa “pedinare”, “predare”), conosciuto nel codice penale italiano come “atti persecutori”, è un fenomeno sociale noto anche, nel linguaggio criminologico, come “sindrome del molestatore assillante” o anche obsessional following.
Il termine inglese significa letteralmente “fare la posta a qualcuno” attraverso comportamenti che possono andare dalla sorveglianza costante alla ricerca continua di un contatto indesiderato e che, normalmente, portano lo stalker a concentrare una serie di attenzioni morbose nei confronti della propria vittima.
La casistica è molto ampia: l’ex fidanzato, un amico respinto, un collega di lavoro emarginato rispetto al gruppo, un dipendente licenziato, un cliente insoddisfatto, un creditore che necessita di riscuotere il proprio credito ecc.
Le intenzioni dello stalker possono essere dettate dall’amore o dall’odio, dal desiderio di conquista o dalla voglia di vendetta ma, quale che sia il movente, il fenomeno si connota sempre per il fatto di tradursi in un comportamento persecutorio, invadente, ossessivo, ostinato, incurante delle aspettative, della volontà e della libertà dell’altra persona.