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Microcosmi |Chiara Lotti
«Forse non è necessario il silenzio di cicale che circonda questo palazzo irradiato di luce plastica.
Forse non è necessario nemmeno questo arricciarsi di gastriti.
Eppure, disteso sul letto, mi illudo di essere vivo in questo enorme quartiere che è una spianata di cemento al centro esatto di terreni incolti, inondati di erba marcescente e rifiuti, dimenticato da strade e postini, dimenticato da negozi di alimentari e tabaccai – il silenzio delle cicale di agosto, quando tutto è bianco, anche il cielo è bianco, e sembra un foglio disteso, pesante».