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Nella guerra persa che tu chiami amore | Beatrice Carmen D’Abbicco
Il verbo è deforme e invisibile, buono e cattivo, maschile e femminile, umano, animale, divino e cyborg, in metamorfosi con noi.
Ma la sua caratteristica migliore è non riuscire a tacere.
Racconterà storie carbonizzate dai roghi e perse nel silenzio stampa dei secoli, tramite forme nuove e voci in sordina.
Passerà per il desiderio spezzato tra i capelli di seta di un giovane guerriero e la spada con cui allontana dal piacere la sua amata – dissidio di un mondo fallocrate –.
E ci urlerà contro.
A ogni abbraccio le catene / a ogni bacio i veleni / a ogni sguardo i pugnali / Via tutta l’artiglieria / che ci divise nel tempo sprecato.
Non gli importa chi dice ma come viene detto, odia la menzogna.
E in questa raccolta, prova a contronarrare la sua verità, in versi sciolti, impossessandosi della penna dell’autrice.