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«Noi donne sappiamo piangere. Sappiamo guardare in faccia il mondo per averlo partorito. Abbiamo messo al mondo la vita e non possiamo pensare alla morte. Sempre impegnate a rimettere insieme le cose, ogni volta che tutto si rompe. Sappiamo tenere una casa sulle braccia, come dicevi tu».
Nei primi anni Trenta, a Turi, piccolo paese del Sud, Tatiana Schucht vive nell’ombra del carcere dove è rinchiuso Antonio Gramsci. Arriva per stargli vicino ma resta per imparare un’altra forma di resistenza: quella fatta di lettere, di diari clandestini, passi misurati nei vicoli, sguardi che diventano alleanze, attese silenziose, legami profondi con la gente semplice del paese. Tatiana, con discrezione e dedizione, si fa legame tra il dentro e il fuori, tra la storia che imprigiona e la vita che continua, incarnando la forza segreta delle donne che hanno saputo amare, sostenere e resistere senza essere viste.
"La madonna del calamaio" è un romanzo sulla scrittura, sulla fedeltà che resiste al tempo, e sulle parole che sanno ancora salvare. È storia delle persone, delle loro vicende umane. Voce di un’esistenza femminile dimenticata, capace di resistere e amare senza clamore.